Community e ambasciatori

Fai una mappatura delle community e dei gruppi d’interesse legate al tuo film e definisci il numero di ambasciatori di cui avrai bisogno, i partner che puoi attivare nelle aree individuate e gli sponsor che possono essere interessati al tuo film.

Qui di seguito vi mostreremo come altri film hanno gestito entrambe le operazioni.

UNLEARNING

Ricerca ambasciatori

Gli ambasciatori di Unlearning sono stati individuati sfruttando una fan base di oltre 20mila follower su Facebook, community costruita sin dalla fase di produzione del documentario.
Questo supporto si è concretizzato con il “reclutamento” di 2/3 ambasciatori ad evento i quali, di volta in volta, aiutavano il regista a raggiungere il quorum attraverso il passaparola tra amici, parenti e conoscenti.
La ricompensa è stata puramente emozionale (empatia con i temi del film e volontariato), materiale (gadget come DVD dipinto a mano e autografato dal regista e borsa serigrafata) o basata sul baratto (uno dei temi cardine del documentario).

Ecco le tre modalità di ingaggio degli ambasciatori:
1) assecondando la “domanda naturale”, incoraggiando le richieste spontanee e trasformandole in supporto concreto durante la fase promozionale sul territorio
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2) call to action sugli eventi Facebook delle proiezioni
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2) tramite il cinema, chiedendo all’esercente di segnalargli delle persone disposte ad aiutarlo nella promozione locale.

Coinvolgimento di community e gruppi di interesse 

Sulla base dell’analisi del target di riferimento, fatta ancor prima di attivare la campagna su Movieday, il regista ha individuato gruppi di interesse locale e nazionale legate ai temi del film.
Considerato il manifesto della Sharing Economy, Unlearning è il documentario di una famiglia Genovese che ha lasciato la città alla ricerca di una vita più a misura d’uomo.
Sei mesi di viaggio al costo di poche centinaia di euro, attraverso piattaforme di economia condivisa come BlaBlaCar, Reoose, Gnammo, Timerepublik e Airbnb.

Durante le riprese il regista ha mandato il teaser e materiali visivi del film alle piattaforme utilizzate per il viaggio, che hanno rilanciato la notizia e hanno dato molta visibilità al documentario.

Leggi gli articoli di Timerepublik e Gnammo

A film ultimato la rete di partner e gruppi di interesse è stata allargata verso altri temi del film, quali decrescita felice, natura, famiglia ed ecosostenibilità.
Anche in tal caso l’operazione si è rivelata strategica: ogni singola associazione, ente, realtà, festival, blog ha comunicato ai propri lettori/seguaci la possibilità di vedere Unlearning nei cinema, aiutando il regista a raggiungere i quorum necessari a confermare gli eventi.

Eccovi altri articoli rilanciati da community con temi diversi:
Blog Decrescita felice
Blog Green
Blog Famiglie
Blog Educazione

Qui invece potete vedere due esempi di sinergie tra Unlearning e altri eventi affini, coinvolti come proposta collaterale delle proiezioni.

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THE PERFECT CIRCLE 

Coinvolgimento di gruppi di interesse e ricerca ambasciatori

Dopo lo studio del target e l’analisi di benchmarking, i gruppi di interesse e i partner da coinvolgere erano già perfettamente delineati.

Il documentario affronta il tema delle cure palliative e del fine-vita.
La costruzione della Fan Base è iniziata in ritardo rispetto ai tempi canonici (vedi fase 2 – Fan building) e i circa mille seguaci del film erano poco avvezzi all’uso dei social network.

Queste premesse hanno orientato la ricerca dei gruppi di interesse verso cerchie di “addetti ai lavori” ben definite:

1) ISTITUZIONI: la regista ha presentato il documentario in anteprima al Parlamento Italiano in occasione della discussione della legge sul fine-vita, di fronte a esponenti del mondo della politica e della medicina. L’appoggio istituzionale è stato fondamentale per arricchire la fan base, aumentare la rete di contatti e ottenere legittimità nella cerchia istituzionale di addetti ai lavori.

2) ASSOCIAZIONI: la regista ha coinvolto le principali Associazioni Nazionali delle cure palliative, Hospice e Istituti di Tanatologia locali e nazionali, che hanno attivato la comunicazione interna alle strutture e hanno talvolta sponsorizzato la cosiddetta soglia (acquistando i biglietti della proiezione e regalandoli ai propri associati).
Ha inoltre mappato e contattato gli organizzatori di iniziative pubbliche sul tema (IV Giornata della Psicologia in Cure Palliative, Giornata nazionale del sollievo, etc..) attivando sinergie utili a tutti gli attori in campo. Un’occasione perfetta per approfondire il discorso sulle cure palliative attraverso la visione del documentario e l’approfondimento degli esperti coinvolti.

Grazie a questa strategia la regista ha potuto contare sull’aiuto di persone singole (operatori di hospice, referenti associazioni, parenti e amici dei pazienti) che si sono fatte portavoce del film, hanno attivato il passaparola e hanno portato al successo ogni singola proiezione.

Leggi la case study di The Perfect Circle